L’evento

Con ‘il Rovo’ solo si vuole fornire ai residenti un’opportunità di partecipare ad un evento culturale innovativo, “infettarli” con il virus della letteratura e sensibilizzarli all’arte, anche con una mostra di fotografia e di opere pittoriche e plastiche di giovani artisti garganici, ma si vuole anche fornire al turista l’opportunità di vivere in modo diverso il Gargano. Non solo spiagge e sagre dunque, ma anche letteratura e arte, contribuiranno a far conoscere il territorio garganico anche al di fuori dei suoi confini.

La serata rappresenterà anche l’opportunità per far conoscere al turista e di chiunque visiti Cagnano Varano la sua ricchezza botanica, la sua capacità di sussistenza nei secoli a base di frutti ed erbe spontanee commestibili, che ancora oggi il cagnanese riconosce, raccoglie e mangia con orgoglio, soddisfazione ed immenso rispetto per il suo territorio

All’interno di una scenografia ammaliante, quella del Borgo San Cataldo del centro storico di Cagnano Varano o, tempistica dei lavori di restauro dell’area permettendo, all’interno del chiostro dell’antico “Cummend” Convento di Cagnano Varano, veri e propri spazi che fungono da teatro urbano, accompagnati da musica dal vivo, sorseggiando vini e liquori della terra e degustando prodotti tipici al fresco del caratteristico venticello vespertino del paese, gli spettatori potranno assistere alla lettura di racconti e versi che avranno come filo conduttore proprio il Gargano e i sentimenti filtrati dalla sua essenzialità.

La scelta del Rovo.

Il Rovo è una pianta che, tra le tante altre, caratterizza la vegetazione del paesaggio garganico. Si tratta di un’immagine nuova e non sfruttata in nessun’altra occasione, fresca ed inquietante allo stesso tempo. Trattandosi di una pianta sempreverde, il rovo non perde mai le foglie, al massimo le cambia, è dunque una pianta resistente che rievoca una delle caratteristiche dei garganici, un po’ spigolosi e caparbi, e richiama allo stesso tempo, con la sua tormentata sinuosità, le fiamme della passione letteraria. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che proprio dai rovi più folti ed insidiosi nascono le more più dolci e più belle! • Perché un concorso letterario.

Primo Levi in “L’Altrui mestiere” dà una serie di motivazioni all’azione narrativa; sebbene non sempre l’autore abbia bene in mente il perché dell’atto narrativo, non risulta difficile elencare le motivazioni che lo spingono a scrivere. Egli scrive spesso per bisogno, ne sente la necessità, quasi fisiologica. Per questo motivo, fornire uno spunto di riflessione su tematiche inesplorate dal punto di vista narrativo , quale quella della terra garganica,  potrebbe dare risultati interessanti, laddove si fa più necessario promuovere la cultura e l’interesse per la letteratura.
Se si volesse continuare a parafrasare Primo Levi, si scrive anche per divertire e per divertirsi. Da troppo tempo ormai questa terra non presenta né l’una né l’altra variante di motivazione narrativa; non si scrive sul Gargano o molto, troppo poco.. E quel poco che si produce, non è conosciuto. Uno degli obiettivi di questa iniziativa è proprio rendere pubblica questa produzione artistica, condividere le inquietudini di chi, per particolare sensibilità ed abilità stilistica, è riuscito a catturare proprio quell’emozione, quel pensiero o associazione figurativa che da tempo incuriosiva o richiamava l’attenzione.

Perché il Racconto breve

La scelta del racconto breve è quasi obbligata nella creazione di letteratura di finzione legata al territorio garganico, che questo Concorso vuole incoraggiare. Se da una parte il racconto breve si basa sulla tradizione degli antichi exempla medievali, in cui si rispecchiano le “parabole” delle nonne garganiche, dall’altra rappresenta lo stile letterario perfetto per incarnare la volontà di rinnovamento letterario che caratterizza questo concorso. Breve o brevissimo, il racconto è percorso da uno stile che ne è essenza stessa e risulta tanto più efficace quanto moderno. È privazione più che spiegazione; il lettore di racconti brevi, infatti, cerca emozioni e non informazioni.
Ad eccezione della saggistica, la letteratura legata a questo territorio non si è mai rinnovata. È come se le colline, le vie, i ciottoli, i laghi, gli uliveti fossero rimasti sfondo cristallizzato in un’istantanea d’epoca. Una bella istantanea, senza dubbio da incorniciare; per non dimenticare quel pescatore che scendeva a piedi al lago di Varano per andare a lavorare e per fare tesoro della tradizione, che è l’essenza del cagnanese e del Garganico per estensione, e gli permette di essere quello che è oggi.

Perché la Poesia

La poesia è il canto per eccellenza. Attraverso la poesia si sono cantate le gesta dei grandi, prima che venissero scritte, queste appartenevano alla tradizione orale e venivano tramandate di bocca in bocca perché non cadessero nell’oblio. I versi hanno sempre accompagnato la vita dell’uomo e l’hanno resa nobile, elevandola, rendendo così il suo viaggio avventuroso e indimenticabile. Quanti versi hanno narrato la storia più intima dell’umanità? Quanti l’hanno resa unica e irripetibile, affidandola all’armonia del verso, sciolto o baciato che fosse, breve o lungo?
Anche grazie alla poesia vogliamo far conoscere Il Gargano che sente, che parla, che trasmette. Il Gargano da ricordare.

Perché la sezione Narrativa per Ragazzi

Raccontare di sé, raccontare la propria realtà, è un’opportunità che va data anche ai giovani autori. Essi sono il futuro del mondo e la loro opinione, i loro pensieri sono degni della massima attenzione da parte del mondo adulto.

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